Adagiata su colline verdeggianti, a pochi passi dalla Sila, sorge Caccuri: selvaggio borgo medievale dai sapori incontaminati. L’antico maniero troneggia imponente sull’abitato sottostante. In diverse sfaccettature è ancora possibile leggere le tracce di una storia antichissima: nei vicoli e nelle chiese, negli altari e in ogni opera di manifattura autentica, aleggia il ricordo di nobili famiglie: i Cavalcanti e i Barracco dominano sugli altri per la sfarzosità e il fasto delle loro committenze.
Percorrendo le sale del castello riecheggia la storia del lontano ducato di Milano e degli Sforza: qui trovò i natali la famiglia Simonetta e quel noto Cicco che Machiavelli definì uomo per prudenza e per lunga pratica eccellentissimo.
Dal bastione della torre, fa capolino, adagiata tra due colline, la gloriosa Siberene, dal passato illustre e antico. Il castro della città ancora domina in tutta la sua maestosità la moderna Santa Severina; il tour ci offre testimonianze letterarie, archeologiche e monumentali che spaziano su due millenni: dai Greci-italioti, ai Bizantini, agli Arabi, ai Normanni fino alle casate di Aragona e Castiglia. Tutto questo e altro ancora si offre agli occhi dei visitatori, che potranno fare un salto indietro nel tempo…visitando due realtà simili ma con peculiarità proprie, che le rendono uniche nel Marchesato.
Cenni storici
Caccuri è situata a soli 45 chilometri da Crotone e a breve distanza dalla Sila, in un territorio collinare che si estende per 52,27 chilometri quadrati e confina a nord-ovest con San Giovanni in Fiore, Castelsilano e Cerenzia, a sud-est con Cotronei, Roccabernarda e Santa Severina. Il paese conta attualmente 1500 abitanti.
Le ipotesi circa le sue origini sono piuttosto incerte, lo stesso nome “Caccuri” è stato variamente interpretato dagli studiosi:secondo il Barrio deriva dal termine latino Cacurio; secondo l’Aceti e altri studiosi potrebbe invece derivare dal termine greco Cacumen, vale a dire cima-vetta. Quest’ultima ipotesi potrebbe essere attendibile dal momento che il centro sorge su un’altura.
A quanto pare durante il periodo greco-romano la popolazione viveva sparsa per la campagna, dal momento che il territorio di Caccuri costituiva una via di accesso alla Sila, tramite un diverticolo posto lungo il fiume Neto.
Dopo la caduta dell’impero Romano il territorio finì in mano ai Bizantini, i quali, dopo aver perso il controllo della valle del Crati decisero di rafforzare la valle del Neto, costruendo presidi di difesa in tutta la zona. Probabilmente in questo periodo costruirono anche il castello che sovrasta l’abitato di Caccuri.
Nel IX secolo è documentata la presenza di tre monasteri di culto greco: Trium Puerorum, Cabria e Abate Marco, degli ultimi due rimangono solo ruderi mentre il primo, nonostante i numerosi rimaneggiamenti è rimasto in piedi. Ulteriore attestazione del culto italo-greco in questa zona è costituito dagli abitati rupestri presenti in località Timpa dei Santi, che conservano affreschi rappresentanti icone.
Nel corso del XIII secolo prendeva potere il sistema feudale nel territorio Caccurese che dal 1090 fu sotto il dominio di vari feudatari, tra cui spicca la famiglia Cavalcanti, che lo detenne a lungo, arricchendo il paese di pregevoli opere.
Il feudo, per mancanza di discendenza maschile, passò ai Petra.Venne infatti venduto dalla duchessa Rachele, figlia di Marianna Cavalcanti, per arricchire la propria dote, alla famiglia Barracco.
Alla morte di Guglielmo Barracco , il figlio Enrico si disinteressò del feudo. Iniziò così per Caccuri una lenta riconquista delle terre da parte dei contadini e la conseguente espansione del paese verso sud-est.
Itinerario numero 1
- Mattino arrivo a Caccuri
- Accoglienza dei pullman in Piazza Umberto I
Il nostro itinerario comincia a partire dal rione Iudeca, da qui dopo aver visitato la sinagoga ebraica, si può percorrere agevolmente tutto il centro storico, per giungere alla chiesa Matrice di Santa Maria delle Grazie risalente al XIV secolo.
Proseguendo per via Salita Castello giungiamo al rione omonimo, percorrendo un’impervia salita raggiungiamo il castello che sorge in posizione elevata rispetto all’abitato ed è stato costruito su una roccia sovrastante una rupe.
All’interno del castello particolare rilievo assume la Cappella di Santa Barbara, costruita durante i lavori condotti tra Seicento e Settecento, per la precisione negli anni compresi tra il 1669 e il 1704 per volere dei Cavalcanti. Essa ospita un vero e proprio tesoro d’arte pittorica e d’intaglio barocco.
Ultima tappa dell’itinerario è la chiesa della Riforma, in origine retta dai Domenicani, chiesa cinquecentesca di fondazione, con interno composto da arredi barocchi.
Ore 13:00 partenza per Santa Severina e pranzo in agriturismo
Pomeriggio visita a Santa Severina (castello e Museo Diocesano)
Prezzi:
- scuole 4 euro giro completo; 1.50 solo castello
- pullman 5 euro giro completo, ogni 15 persone un biglietto è gratis. Solo castello 2 euro.
Secondo itinerario
- Mattinata visita al castello e al museo diocesano di Santa Severina
- Pranzo
- Pomeriggio visita al castello di Caccuri e al centro storico
Prezzi:
- scuole 4 euro giro completo; 1.50 solo castello
- pullman 5 euro giro completo, ogni 15 persone un biglietto è gratis. Solo castello 2 euro.
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