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Ad affrettarne l'irreversibile stato di decadenza contribuisce il tremendo terremoto del 1783 che riduce un cumulo di rovine il Rione Grecia tanto da provocare da Parte dell'Arcivescovo Pignataro la chiusura di quella parrocchia. Nel 1950 si celebra in Piazza Campo il varo della riforma agraria che affranca i nostri braccianti e li inserisce nel nuovo processo di sviluppo dell'Italia risorta a democrazia dalle rovine della guerra.

 
 
 
 

Questa in breve sintesi la storia ricca di avvenimenti lieti e tristi quasi tutti documentati ma a volte incerti, avvolti da un alone di mistero, dipanatisi in oltre due millenni e che hanno visto protagonisti re e principi, strateghi e generali, conti e duchi i cui fantasmi aleggiano sui bastioni e sulle torri del grande maniero che ne conserva le memorie. Di fronte ad esso il grande complesso ecclesiastico della Cattedrale e del Battistero ci ricorda che Santa Severina dette i natali a Papa Zaccaria, il grande Pontefice che concesse legittimità  religiosa alla stirpe dei carolingi ed osò per primo disporre di un trono a nome dell'autorità  pontificia (Lenormant); un suo arcivescovo Giulio Antonio Santoro assurse alla porpora diventando cardinale di Santa Severina (vedi Cappella a lui dedicata nella Basilica di S. Giovanni in Laterano). Nel periodo del massimo fulgore culturale, dal XII al XIV sec. un altro suo figlio, Enrico Aristippo graecus interpres natione severinatus, illuminava il suo periodo con la traduzione dei capolavori della cultura greca da Platone ad Aristotele e Tolomeo. Questo suo passato, queste radici culturali rimaste vive nei secoli, hanno continuato a produrre i loro effetti anche nei tempi moderni assegnando a Santa Severina un ruolo di assoluta preminenza nel marchesato crotonese. Dopo l'unità  d'Italia eminenti scienziati come Diodato Borrelli e Nicolò D'Alfonso rinverdivano coi loro studi quella tradizione culturale che intanto traeva linfa vitale dal glorioso Ginnasio, uno dei primi in Calabria, integratosi poi in Liceo, punto di riferimento primario per le attività  culturali nella nuova provincia di Crotone.
 
 
 
 
Da sempre meta di un turismo d'elite Santa Severina sta vivendo, dalla riconsegna del castello restaurato, un autentico boom quantificato nell'ultimo anno in almeno 50.000 visitatori. E' un afflusso destinato a crescere se si tien conto che gran parte del suo patrimonio artistico non ha ancora visti conclusi i restauri in corso d'opera. D'altra parte si vanno completando le strutture viarie, quelle alberghiere e di ristorazione che devono offrire un'adeguata accoglienza a questo turismo in esplosiva espansione. Chi ha il tempo per farlo può giovarsi di un'escursione nel parco di Monte Fuscaldo, celebrato da Plinio il Vecchio e dotato di area pic-nic, di percorsi fitness in un bosco incontaminato dalla folta vegetazione di macchia mediterranea. Altra escursione consigliata è nella vicina frazione di Altilia, borgo tranquillo, con panorami stupendi, arroccato intorno al Palazzo Barracco circondato da una maestosa pineta trasformata in villa comunale.
Altilia ebbe il Monastero Forense di Santa Maria che dipendeva dalla Badia di San Giovanni in Fiore celebre in tutta Europa per il suo fondatore, l'Abate Gioacchino.

 

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